Egoista certo, perche' no?
Perche' non dovrei esserlo..quando c'ho il mal di stomaco..ce l'ho io mica te no!!
Oggi capisco l'importanza di questa frase, il vero significato che il Poeta voleva dare..che importa se stai male, tanto sei solo tu a sentire il dolore, che importa se sei insoddisfatto, tanto sei solo tu che ogni mattina devi convivere con il tuo stato, che importa se ti aspetti qualcosa da qualcuno tanto se quel qualcosa non arriva, la delusione la provi solo tu, che importa se provi a dare dei segnali del tuo malessere e l'unica risposta e' una faccina triste tanto quel malessere e' solo tuo..che importa se tu pero' sei la prima a sbatterti per gli altri, per i loro cazzo di problemi, per regalar loro un sorriso..che importa tanto quando hai il mal di stomaco ce l'hai solo tu no?
E allora che importa se sto male, e' un problema mio no? Ed io lo risolvero', come ho sempre fatto ma oggi mi sento di dire grazie, grazie a chi non ha mosso un dito.
E poi non dire che non lo volevi, che non lo sapevi..che finiva cosi'!!!
giovedì 12 febbraio 2009
venerdì 6 febbraio 2009
Depressione..
Inizia lentamente, e' una normale insoddisfazione sul lavoro, poi diventa un fastidio, poi un'intolleranza a tutto e tutti e all'improvviso ti trovi ad impazzire, ti senti incompresa e fai la vittima con te stessa, ma ovviamente per gli altri risulti solo essere un po' stanca.E ti passa davanti tutta la tua vita, da dove sei partita e dove sei arrivata e non puoi far altro che chiederti: "ma e' tutto qui?" "e' questo quello che desideravo, che volevo per me", e la risposta non e' mai affermativa ma piena di rimpianti, di occasioni perdute, di una coreografia mai finita, di un teatro che dentro al cuore non hai mai abbandonato, di un lavoro che ti piaceva, di persone che ti piacevano, ed ora cosa e' accaduto. Ora le persone intorno non capiscono, non ascoltano, non ti lasciano spazio per respirare, per parlare, perche' tu non sei nulla se non una voce che risponde ad un telefono, una mano che scrive su di una tastiera, per cui e' normale che non ti sia dato di sapere perche' devi fare le cose e per chi, e' normale non dare spiegazioni perche' tu non sei nulla se non una piccola formica davanti ad un formichiere.Ma giorno dopo giorno questa formica cerca spazio, si rifugia dentro ad un cuore stanco, perche' e' stanca, stanca di uscire da un ufficio salutare e non ricevere risposta, arrivare a casa e non essere capita, essere guardata dalla sua famiglia come quella che non fa un cazzo, perche' si sa chi va a lavorare alle 11.00 di mattina non fara' mica un lavoro serio, stanca di non essere nemmeno ascoltata perche' non ho una laurea..stanca..e con un principio di depressione..stanca ma troppo orgogliosa per chiedere aiuto!!
mercoledì 4 febbraio 2009
Ogni giorno uguale..
Arriva puntuale come ogni giorno la mia pausa pranzo, lascio l'ufficio e mi dirigo a fare quelle cose che ripeto come un automa ogni giorno dalle h. 13.30 alle h.14.30.
Salgo in macchina, sosta dal tabaccaio, ogni giorno lento uguale, pranzo dalla mamma facendo finta che va tutto bene e che sua figlia e' soddisfata di ogni cosa della sua vita, i saluti di rito, qualche "insulto" simpatico di Vncenzo e di nuovo in macchina. Stesso percorso di ogni giorno, forse riesco anche a beccare gli stessi semafori rossi ogni giorno. Ma oggi facendo la stessa strada, le stesse vie, le stesse marce da ingranare per poter tornare in ufficio qualcosa di diverso e' successo: quella maledetta canzone alla radio, quella canzone che non ascoltavo da tempo, quella canzone che oggi non ha lo stesso significato, quella canzone che oggi mi fa vergognare di me stessa. La ascolto e alle h. 14.20 la canto a squarciagola guidando come una matta e ad un tratto ogni immagine torna alla luce ma con una consapevolezza diversa. Non ho voluto, non ho saputo chiedere, non ho voluto rischiare, mi andava bene cosi', mi sembrava di essere io la parte forte, quella che non poteva perdere nulla in quel gioco, ma oggi capisco che ho perso, ma capisco anche che nessuno ha vinto. E allora va bene cosi', mi tengo dentro tutto, finisco di cantare la mia canzone e mi accorgo del potere della musica, il potere di farti rivivere in due minuti parti della tua vita che sono durate di piu' di quel giro di accordi, ma questa e' la vita, perche' la musica e' vita e allora arrivo in ufficio, parcheggio e sono pronta ad affrontare un altro pomeriggio dannatamente uguale!
Salgo in macchina, sosta dal tabaccaio, ogni giorno lento uguale, pranzo dalla mamma facendo finta che va tutto bene e che sua figlia e' soddisfata di ogni cosa della sua vita, i saluti di rito, qualche "insulto" simpatico di Vncenzo e di nuovo in macchina. Stesso percorso di ogni giorno, forse riesco anche a beccare gli stessi semafori rossi ogni giorno. Ma oggi facendo la stessa strada, le stesse vie, le stesse marce da ingranare per poter tornare in ufficio qualcosa di diverso e' successo: quella maledetta canzone alla radio, quella canzone che non ascoltavo da tempo, quella canzone che oggi non ha lo stesso significato, quella canzone che oggi mi fa vergognare di me stessa. La ascolto e alle h. 14.20 la canto a squarciagola guidando come una matta e ad un tratto ogni immagine torna alla luce ma con una consapevolezza diversa. Non ho voluto, non ho saputo chiedere, non ho voluto rischiare, mi andava bene cosi', mi sembrava di essere io la parte forte, quella che non poteva perdere nulla in quel gioco, ma oggi capisco che ho perso, ma capisco anche che nessuno ha vinto. E allora va bene cosi', mi tengo dentro tutto, finisco di cantare la mia canzone e mi accorgo del potere della musica, il potere di farti rivivere in due minuti parti della tua vita che sono durate di piu' di quel giro di accordi, ma questa e' la vita, perche' la musica e' vita e allora arrivo in ufficio, parcheggio e sono pronta ad affrontare un altro pomeriggio dannatamente uguale!
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