lunedì 3 settembre 2012

E sei qui ad aspettare..

Tuo padre dice di non urlare contro tua madre, di capire le sue preoccupazioni perche' dopo tutto e' sempre tua madre. Tu gli spieghi che cio' che piu' ti uccide e' che lei ti vede ancora con gli occhi di quando avevi vent'anni e ti attribuisce gli stessi sbagli, gli stessi errori e questo proprio non vuoi accettarlo.
Non vuoi e non puoi accettare che cio' per cui ti accusa forse ha un fondo di verita' e cosi' reagisci attaccando, perche' le sue parole ti scrutano dentro, ti feriscono profondamente , perche' nessuno ti conosce realmente come tua madre e cosi' ti ritrovi a 33 anni sola in casa a giocare con una tastiera ed ad imprimere i tuoi pensieri.
Scendi a mangiarti un gelato, per "ammazzare il tempo" , quel tempo che non passa mai quando aspetti.. ma poi scuoti la testa, fai un sospiro e ti rendi conto di quanto sia stupido aspettare, perche' alla fine non lo meriti e soprattutto non ha alcun senso. Mille volte ti sei trovato dall'altra parte, lasciando qualcuno ad aspettare , per cui quel fottuto schema lo conosci bene ma tu ti ostini ad attaccarti a quel "ti chiamo dopo" come se quelle parole fossero legge! Quelle parole non sono nulla, come nulla e' la scusa con cui ti hanno chiesto di aspettare!!
E allora ti si apre un mondo e ti accorgi che non hai bisogno di quella telefonata o meglio della persona che dovrebbe farla, hai solo voglia di non dormire da sola, di non sentire il tuo respiro intrappolato in queste quattro mura, di abbracciare qualcuno nella notte, di illuderti che non sei sola.. ti rendi conto che inizi ad avere nausea di questa solitudine e che non e' affatto sinonimo di liberta' ma semplicemente un bisogno disperato di ricevere un buongiorno al mattino!

Ed arriva quell' sms di scuse.. banale.. gia' troppe volte letto, molte altre scritto e ti rendi conto che il tuo posto nel mondo non e' affatto qui!!

Pronta ad un'altra notte abbracciata al cuscino!!

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